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Archive for January, 2009

Patemi d’URIBL

URIBL Logo

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A quanto pare URIBL ha iniziato a rispondere sempre positivo a sistemi che eseguano troppe query DNSBL  rispetto a quelle da loro considerate accettabili.

In pratica, significa che se interrogate i mirror pubblici di URIBL per i vostri filtri, dopo un TOT di interrogazioni (non so quante nè su quale periodo di tempo) URIBL inizierà a farvi rigettare tutta la posta.

Attualmente, pare che il codice di ritorno per la situazione di alto traffico (127.0.0.255) sia distinguibile da  quello normalmente
fornito in risposta ad un blacklisting “vero” (127.0.0.2) e consenta quindi in qualche modo di ignorare questo comportamento, continuando ad interrogare URIBL, ma non è detto che la cosa duri a lungo ed in ogni caso la validità della soluzione è contestabile.

Per Spamassassin c’è una discussione in corso relativa al bug 6048, che riguarda esattamente questo caso, in cui da un lato si invita alla rimozione di URIBL dal ruleset di default di SA, dall’altro si ipotizza come trattare URIBL mantenendola nel ruleset.

Si noti che in Spamassassin URIBL è infatti presente di default con parecchi check dal peso anche piuttosto elevato, con il risultato che questo comportamento porta a falsi positivi piuttosto numerosi.

Se usate URIBL, quindi, è il caso di tenere le orecchie alte, informarvi e magari anche farvi sentire dai gestori di URIBL.

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Grandangoli

Koper

Koper

Questa estate, con il nostro pregiatissimo Amministratore Delegato (ossequi…), sono stato in moto a Brno, in occasione della tappa del mondiale Superbike. Due giorni per andare, un giorno di permanenza, due giorni per tornare. Bello. Ma a Brno m’han fregato la macchina fotografica. Niente di superbo: una discreta Casio da 4 Mpixel che mi venne regalata e che aveva 3 anni di vita.

Amen. Con l’occasione ho deciso di rispolverare il mio vecchio interesse per la fotografia ed acquistare al suo posto una camera reflex con cui poter reiniziare a sperimentare un po’…

Ho acquistato una Nikon D60 con obiettivo kit Nikkor 18-55 VR. Il corpo macchina è un bell’oggetto, per l’utilizzo che posso farne io, anche se l’obiettivo ha limiti indubbiamente ben visibili in svariate situazioni. Per iniziare è comunque un obiettivo dignitoso e riesco a ricavarne foto discrete, anche se mi riprometto di prendere qualcosa di livello migliore più avanti.

Una cosa fastidiosa, comunque, è il livello della distorsione a barilotto introdotta dall’obiettivo attuale quando viene utilizzato in prossimità delle lunghezze focali più brevi. Un esempio piuttosto evidente è visibile in questa foto, scattata la sera del primo gennaio in una stradina del centro di Capodistria. La cosa mi infastidisce non poco, e ho cercato di procurarmi un qualche plugin per Gimp che servisse a correggere le immagini. Alla fine, ho utilizzato questo plugin, che fa bene il suo mestiere, e che uso abitualmente per correggere le mie foto (almeno quelle per le quali la distorsione è visibile in maniera palese, come quelle che contengono elementi architettonici). L’immagine qui accanto è il risultato della manipolazione della stessa immagine linkata sopra.

Il plugin sarebbe certamente migliorabile se fosse in grado, al pari di filtri analoghi in circolazione, di calcolare il livello di distorsione da applicare sulla base del modello dell’obiettivo e dalla lunghezza focale utilizzata per realizzare la foto, estraendo le informazioni dai dati exif oppure permettendone l’introduzione manuale: probabilmente i risultati potrebbero essere in tal modo più precisi di quanto non accada ora, soprattutto con immagini che non contengano lunghe linee rette da utilizzare come riferimento.

Ma intanto, se è di aiuto a qualcuno…

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Nel corso degli ultimi anni, per lavoro, ho avuto modo di utilizzare in maniera intensiva la rete ferroviaria nazionale, in particolare sulla tratta Trieste-Bologna.

Sempre, la tratta Mestre-Bologna la ho coperta con treni Eurostar, su materiale ETR500: originariamente, questi eseguivano (almeno nelle corse che utilizzavo io) fermate intermedie a Padova, Rovigo e Ferrara. Da parecchi mesi, invece, l’unica fermata era Padova. Non troppo curiosamente, i tempi di transito sono cambiati poco o niente.

Oggi, dopo parecchio tempo che non mi capita più, sto pianificando un nuovo viaggio da eseguire nei prossimi giorni, e il sito delle Ferrovie mi propone la vista qui accanto.Alta Velocità

Mi è facilmente saltato all’occhio il treno delle 10:54, marchiato come “ES-AV”, ovvero “EuroStar Alta Velocità”. Ovviamente, come i tempi di transito palesano, non si tratta di una “Vera Alta Velocità”, dato che la tratta in questione non è pronta ad ospitarla: plausibilmente, sarà “Alta Velocità” nella successiva tratta Bologna-Roma.

Tuttavia, la mia curiosità è stata tale da voler capire cosa cambia tra le due corse, soprattutto rispetto a “prima”. I tempi di transito, come visto, no. E cercando di acquistare i biglietti, il prezzo è lo stesso.

Non sono le stesse, invece, le fermate intermedie: mentre il treno delle 10:54 ha mantenuto la singola fermata a Padova, il treno delle 11:54 è tornato al “precedente formato”, con fermate a Padova, Rovigo e Ferrara. Il tempo impiegato è lo stesso, quindi tutto sommato frega poco…

Analogamente, però, un passo indietro tra gli EuroStar lo fa la qualità del materiale utilizzato: la fascia “AltaVelocità” mantiene l’utilizzo di ETR500, mentre i “normali EuroStar” tornano al passato, passando a materiale ETR460, che -pur utilizzato per servizio EuroStar in altre tratte- non vedo più in servizio su questa tratta da parecchi anni.

Per trarre qualche conclusione (a titolo esclusivamente personale): per Trenitalia lo strombazzamento con il quale è stato avviato il servizio Alta Velocità sulle poche tratte in grado di sostenerlo è stato la scusa con la quale coprire un arretramento qualitativo dei servizi già precedentemente erogati, spostando il materiale qualitativamente pregiato (quand’anche poco, già vecchio e mal mantenuto) su servizi presentati come “di qualità superiore”.

Non che ci sia nulla di nuovo, considerando lo stato delle ferrovie nostrane; anzi, è quasi consolante sapere che nonostante tutto anche in Italia abbiamo le nostre certezze…

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