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Posts Tagged ‘MAAWG’

Oramai son rientrato da oltre un mese dopo la sortita a San Francisco, ed è da un po’ che ho ‘sto post in canna…

Ma allora, San Francisco com’è? (E’ ovviamente la domanda più frequente che ho ricevuto nell’ultimo mese…)

La risposta è articolata, ma la versione breve è: “Molto diversa da quel che mi aspettavo”.

Argomentiamo, partendo dal render noto (a chi già non ne fosse edotto) come io sia cresciuto letteralmente in mezzo agli Americani: ricordo periodi in cui su 6 vicini di casa 5 eran famiglie americane, effetto collaterale di vivere a meno di 5km da una base militare USAF come Aviano (e al riguardo: no, non ho conosciuto solo militari; anzi, gran parte dei miei conoscenti era personale civile). Sicché, potrei dire: “Gli Americani li conosco”.

Tuttavia San Francisco (e, credo, buona parte della California) si discosta davvero tanto dagli USA come li immaginavo basandomi sulla mia esperienza. Una città molto più “europea” di quanto si possa pensare; ma anche -mi dicono- un caso particolare.

Ma partiamo dall’inizio….

Il viaggio.

Per mera pigrizia ho seguito la via più breve in termini di ore tra quelle che avevo a disposizione, nonostante prevedesse uno scalo in più rispetto ad altri itinerari. Ho infatti optato per un tragitto con due scali, partendo di prima mattina da Trieste in direzione Roma, per poi prendere il volo Roma – Los Angeles e di qui verso San Francisco. Ecco, non fatelo: cercate -se possibile- un aereo che vi porti direttamente nella città di destinazione, facendo tutti gli scali necessari fuori dagli USA.

Il primo scalo è stato -come da programma- del tutto indolore: sceso da un aereo, cambiato terminal (con controllo passaporti nel mezzo) e imbarcato per Los Angeles senza alcuna difficoltà od intoppo, e con un ampio margine di sicurezza. Dopo di ciò, son seguite 11 ore e mezzo di volo del tutto privo di eventi, riguardo al quale la cosa più anomala è stato il fatto di atterrare a LA 3 ore e mezzo dopo l’orario di partenza: è una esperienza che lascia l’impressione di aver vissuto un giorno in più del resto del mondo… :-O

Una volta a LA, comunque, sono iniziati i contrattempi. La procedura per chi tocca il suolo USA infatti prevede i seguenti passi:

  • 1 ora e 1/4 di coda con il passaporto in mano
  • rispondere ad una sfilza di domande da parte dell’ufficiale DHS (Che lavoro fai? Cosa vieni a fare in USA? E’ la tua prima volta? Quanto tempo ti fermi?)
  • andare a recuperare la valigia dal carosello
  • valigia alla mano, procedere verso il successivo ufficiale per la seguente sequela di domande (Porti cibo o bevande? Piante o animali? Hai denaro contante? Beni di lusso?)

A questo punto, se non vi hanno preso in parte per aprirvi i bagagli e procedere a verifiche manuali, e se non vi han spedito a Guantanamo, reimbarcate il vostro bagaglio e andate a prendere l’aereo successivo.

Il mio problema è stato che ‘sta trafila ha preso un po’ troppo rispetto a quanto preventivato e ho rischiato seriamente di essere lasciato a piedi dal volo successivo: son riuscito a decollare solamente perchè il volo era in ritardo e grazie ai sotterfugi della simpatica signorina della United che è riuscita a farmi inserire in lista anche se il sistema informatico del check-in stava già considerando l’imbarco come chiuso.

Alla fine, comunque, sono riuscito ad atterrare sano e salvo (e con bagagli al seguito) a San Francisco. Di qui una mezz’oretta di metropolitana mi ha portato alla downtown, a due isolati dall’hotel. Uscito dalla stazione della BART di Powell Street (dove, per inciso, c’è l’AppleStore di SF) la prima sensazione che mi ha accolto è stata… una inconfondibile ventata di marijuana e un predicatore con tanto di cartello “Jesus loves you”… 😛

Nonostante questo primo impatto un po’ stereotipato (il predicatore… come nei film, uguale…) San Francisco è -come detto- davvero molto europea rispetto al resto degli USA, come m’han confermato anche gli autoctoni. Ha un clima mite ma non molto soleggiato tanto che, dopo aver lasciato la calura estiva (>30°C) di casa, non ho indossato una maglietta a maniche corte fino al rientro in Italia…

Il tempo di arrivare in albergo e cambiarmi e son stato portato a cena… in un locale che fa cucina italiana… :-O

E -cosa davvero inattesa- ho mangiato decisamente bene: dei bucatini con granchio e carciofi che non avrebbero affatto sfigurato in un buon ristorante da noi… Se proprio vogliamo, ecco: lasciate perdere la pizza 😀

E, dopo la cena, serata in wine-bar… Un toccasana per le mie 9 ore di jet-lag… 😀

Senza dilungarmi in una descrizione eccessivamente dettagliata di cosa ho fatto per trascorrere la settimana nel tempo lasciato libero dalle conferenze, qualche rapido commento sulle mie impressioni riguardo a questa zona della California:

  • amano decisamente il buon cibo, quasi quanto in Italia
  • la produzione locale di vini rossi ha una qualità decisamente alta; la pecca è che a parità di qualità il costo è triplo che da noi…
  • il centro di San Francisco ha un traffico inferiore a quello di Monfalcone :-O
  • almeno per la parte centrale, San Francisco è decisamente più piccola di quanto mi sarei aspettato: dalla downtown ho attraversato a piedi Chinatown e il quartiere italiano fino ai moli, camminato lungo l’Embarcadero e tornato all’albergo (all’incrocio tra Market Street e la 3a strada) in circa un’ora di camminata
  • è stato divertente prendere atto del fatto che una istituzione dell’Italianità come il Caffè Trieste ha più o meno l’aspetto del baretto da vecchi alcolisti che ho dietro casa
  • ci siam fatti a piedi Buena Vista Park e tutto Golden Gate Park fino all’oceano. Non finisce più: tra i due avremo fatto almeno 10 km a piedi (solo GG Park è lungo oltre 7 km…)
  • benché la cosa sia da noi quasi oggetto di barzelletta, le assurde indicazioni anti-denuncia esistono davvero: questa era nel negozio dove ho acquistato un paio di Reebok che in Italia non ero stato in grado di trovare…
  • per riprendersi da 9 ore di jet-lag al mio fisico servono 3 giorni… 😦

Cose che avrei voluto fare e che mi riservo per la prossima volta:

  • una visita ad Alcatraz
  • un giro all’acquario
  • attraversare il Golden Gate in bicicletta (mi dicono sia da non perdere)

Prossimo appuntamento con San Francisco, se tutto va bene, a febbraio.

Mi dicono che il clima non sia poi molto diverso da quello trovato a giugno…

Per chi fosse interessato, il reportage fotografico di questa prima uscita oltreoceano è qui.

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Con occasione del MAAWG di giugno, sto organizzando la trasferta a San Francisco che rappresenterà la mia prima occasione negli States.

Sono in cerca di hint e suggerimenti da chi ci sia andato di recente, onde evitare sorprese sgradite. Ne avete qualcuno?

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